Il tuo aiuto alle famiglie più bisognose di Beirut, per sostenerle nelle necessità quotidiane e aiutarle a ricominciare.


Un contributo economico per le spese quotidiane e nuove opportunità professionali: basta un gesto per aiutare una famiglia a ricominciare.

Il progetto

Supportati dalla comunità libanese del Movimento Ecclesiale Carmelitano, dal 2015 abbiamo iniziato a prenderci cura di alcune famiglie in difficoltà, rimaste senza lavoro e perciò incapaci di affrontare le spese quotidiane o di trovare nuovi sbocchi professionali. Il nostro intervento in Libano mira a fornire un contributo economico concreto per le urgenze del presente e a creare nuove opportunità per un futuro migliore, investendo sulla formazione di donne disoccupate e famiglie svantaggiate.

Attività

Attraverso il sostegno a distanza per le famiglie di Beirut viene richiesta una quota minima di 300 euro all’anno, per garantire un contributo economico stabile, continuativo e congruo alle necessità familiari, che includono le spese per l’alimentazione e l’istruzione scolastica dei figli, le cure mediche e le spese abitative. Ma non solo: il nostro intervento vuole aprire nuove strade per garantire la piena autonomia a tutte le famiglie che sosteniamo. Per questo Punto Missione promuove l’organizzazione di corsi di formazione professionali, come il corso di formazione di cioccolateria avviato nel 2016, dove le partecipanti hanno appreso competenze pratiche e immediatamente spendibili in nuove attività lavorative.

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Finalità

Le donazioni destinate al sostegno a distanza di famiglie in Libano ci permettono di essere a fianco delle famiglie libanesi in difficoltà, aiutandole a sostenere le spese per i generi di prima necessità e di strutturare percorsi formativi che possano creare nuove opportunità lavorative per le persone disoccupate e senza qualifiche professionali, contribuendo al miglioramento del loro status socio-economico e offrendo un’alternativa all’emigrazione.

Il contesto

Beirut, capitale del Libano, da sempre città multietnica e plurireligiosa, conta poco più di 1 milione di abitanti. Sottoposta frequentemente a
guerre civili fra il 1976 e il 1990, oggi sta subendo l’impatto della crisi iracheno-siriana e l’arrivo di migliaia di migranti acuisce la precaria situazione economica e le tensioni sociali. Attualmente si susseguono le dimostrazioni di piazza contro una politica incapace di rispondere ai bisogni della popolazione, soprattutto a livello economico. La crisi finanziaria in atto ha portato alla chiusura di molte società e a numerosi
licenziamenti, diminuendo drasticamente le risorse economiche degli abitanti e alimentando uno stato di sfiducia nei confronti di una classe
politica che minaccia una nuova guerra civile. In questo contesto si registra un crescente tasso di suicidi, sintomo evidente di una situazione
di collasso in cui non sembra possibile sperare in un futuro migliore. I bambini faticano a frequentare la scuola per mancanza di risorse economiche dei genitori, che devono affrontare il crescente costo della vita e il rischio di perdere il proprio lavoro.

Tutte le fotografie sono di ©Cristian Gennari per FOCSIV.

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