Il cioccolato, per i libanesi, è legato al concetto di ospitalità. Il corso di formazione organizzato a Beirut ha coinvolto un gruppo di donne disoccupate.


Un intervento mirato per offrire nuove competenze professionali e l'opportunità di trovare una nuova occupazione, anche in un contesto difficile e instabile come quello libanese.

Il progetto

Il cioccolato, prodotto molto amato e diffuso in Libano, come opportunità lavorativa e di riscatto sociale. Da questa intuizione nel 2016 Punto Missione ha avviato un corso di formazione di cioccolateria, della durata di 3 mesi e con rilascio di diploma, rivolto a donne disoccupate, vedove o mogli di uomini rimasti senza lavoro, contribuendo così a sostenere le famiglie nel difficile contesto libanese, che subisce le conseguenze socio-economiche della crisi iracheno-siriana (2011).

Attività e servizi

→  Corso di formazione professionale di cioccolateria
→  Elaborazione di un Business Plan per l’analisi delle opportunità di vendita dei prodotti sul territorio

Finalità

Con il corso di formazione di cioccolateria Punto Missione realizza un intervento mirato alla creazione di nuove opportunità lavorative per chi ha perso il lavoro e si trova senza qualifiche professionali. Il corso, della durata di 3 mesi, prevede il rilascio di un diploma in pasticceria e e la distribuzione di un kit di strumentazione utile alla produzione in proprio: in questo modo le corsiste avranno la possibilità di trovare nuovi sbocchi lavorativi.

corso cioccolateria_libano_punto missione

Il contesto

La popolazione del Libano è stimata a 4.500.000 individui circa. Il Paese sta affrontando, dall’inizio della crisi iracheno-siriana (2011), una delle peggiori crisi umanitarie della storia e sta oggi dando accoglienza a quasi 2 milioni di profughi provenienti dalla Siria e dall’Iraq.
L’impatto sociale ed economico di tale ondata migratoria continua ad essere devastante per il paese che vede le sue finanze pubbliche ormai al collasso, incapaci di sostenere i servizi e la cura dell’ambiente, oltre ad acuire i problemi culturali e identitari.
Questo non fa altro accrescere l’incidenza di povertà tra la popolazione libanese e generare ingiustizie sociali. Si stima che, da quando è iniziata la crisi siriana, 200.000 libanesi siano caduti in povertà aggiungendosi ai già numerosi poveri presenti nel paese (1 milione). Oltre a questi, da 220.000 a 320.000 cittadini libanesi hanno perso il lavoro, la maggior parte di essi giovani senza qualifica professionale.
Il governo libanese rispetto ai profughi non riesce al momento a stabilire una linea di intervento e si dimostra molto altalenante nei suoi interventi. Ad oggi 18 Paesi hanno firmato accordi con il Libano per finanziare aiuti ai profughi così che più aiuti ricevono in Libano, meno emigrano in Europa o altrove. La situazione Libanese è destinata quindi a peggiorare nel tempo.  Stanno aumentando i casi di libanesi disperati che comprano passaporti falsi siriani per cercare di emigrare in Europa via mare.

Persone coinvolte

Il corso di formazione di cioccolateria ha coinvolto 11 partecipanti guidate da una formatrice.

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