distribuzione_alimentare_baule della solidarietà

In questo periodo di emergenza sanitaria, il Terzo Settore può e deve essere un punto di riferimento per tutte le famiglie più fragili, per le quali questo isolamento forzato si traduce spesso in solitudine, incertezza e precarietà.
L’organizzazione di volontariato Il Baule della Solidarietà, in stretta collaborazione con Punto Missione onlus, ha raccolto la sfida di continuare a rispondere ai bisogni della comunità locale attraverso azioni concrete di solidarietà. Per questo i volontari hanno voluto garantire la distribuzione alimentare presso le famiglie in condizioni di indigenza o marginalità sociale sul territorio, nonostante il distanziamento sociale abbia ridefinito le modalità del servizio.
Riportiamo la testimonianza di Davide, Federica, Giulia, Paolo, Sara, Silvano e Silvia, i volontari coinvolti in prima persona nella distribuzione dei pacchi viveri a domicilio, che ci raccontano di un servizio vissuto sempre, prima di tutto, come relazione verso l’altro, anche e soprattutto in questi giorni difficili.

Cari,
vorremmo raccontarvi come noi del Baule della Solidarietà abbiamo deciso di portare avanti la distribuzione alimenti in questo difficile periodo del Covid-19. Come sapete, da ormai 7 anni distribuiamo mensilmente 15-20 pacchi ad altrettante famiglie bisognose, accogliendole, un sabato mattina al mese, tra le mura del convento dei Carmelitani Scalzi in Castello a Brescia.

In questo periodo di blocco di tutte le attività, ci siamo interrogati sull’opportunità di proseguire con la distribuzione, visti i numerosi impedimenti e anche i rischi associati. Impedimenti di natura logistica: non poterci incontrare (siamo generalmente 6-7 volontari) per comporre i pacchi; non poterci spostare da casa per raggiungere il magazzino viveri presso il Baule e il convento dei frati, né poter chiedere alle famiglie bisognose di raggiungerci per ritirare i pacchi o distribuirli a domicilio direttamente nelle loro case.

Ma soprattutto i rischi associati: anche potendo noi organizzatori spostarci (magari con qualche permesso
ad hoc), poter essere, anche inconsapevolmente, fonte di contagio per i frati (generalmente prepariamo i pacchi nella sala rossa tra i due chiostri) e le famiglie a cui avremmo poi consegnato gli alimenti.

D’altro canto, proprio in questo periodo si sono acuite la necessità delle famiglie bisognose: tutte le persone che serviamo hanno perso il poco lavoro che avevano e versano in condizioni sempre più critiche. In un confronto tra noi, si è dunque concordato di provare a proseguire la distribuzione, limitando al massimo i rischi per ciascuno.

distribuzione alimentare baule della solidarietà

Abbiamo ridotto il numero di volontari coinvolti, non più 6 o 7 bensì 2, individuati tra quelli di noi che direttamente o indirettamente non avevano avuto possibili contatti con il virus. Abbiamo provveduto a richiedere, per la nostra attività, regolare autorizzazione da parte delle autorità/protezione civile. Mario [Canepa, Presidente de Il Baule della Solidarietà, ndr] e Michele [Brescianini, Direttore generale di Punto MIssione, ndr] si sono subito interessati contattando Caritas, servizi sociali e Comune di Brescia: in breve tempo hanno ottenuto un documento che ci autorizzava agli spostamenti per recuperare i beni alimentari stoccati sia al Baule sia in Castello e per consegnare i pacchi alle famiglie. Infine, abbiamo deciso di non recarci in Castello per fare i pacchi ma in una delle nostre case all’aperto (ovviamente con persone senza sintomi e in isolamento da settimane): un raro caso di collaborazione tra genitori e figli.

Viste la situazione difficile e la prossimità della Santa Pasqua, abbiamo voluto arricchire i nostri pacchi per renderli più sostanziosi, aggiungendo tonno, formaggio grana e uova di Pasqua (ovviamente le uova vendute da Punto Missione, per sostenere le nostre missioni). Infine, la distribuzione dei pacchi nelle case. Un servizio a domicilio, senza il colloquio che di solito effettuiamo con le famiglie, senza nemmeno entrare nelle case, ma lasciando i pacchi sul ciglio, coperti con guanti e mascherine.

Inutile dire che la sorpresa e il senso di gratitudine di tutte le famiglie servite sono stati grandi: molti ci
hanno scritto o telefonato anche nei giorni a seguire per ringraziarci della vicinanza.

distribuzione alimentare baule della solidarietà

È giusto anche fare una piccola riflessione su questa esperienza. Spesso ci chiediamo il senso di un servizio
di questo tipo. Con il nostro operato offriamo un pacco alimenti il cui valore è stimabile tra i 50 e 70 €: in questa occasione (come per le altre, del resto) sarebbe stato possibile dare direttamente questi soldi alle famiglie per aiutarle a sostenersi senza far partire tutto ciò che abbiamo descritto.

Pensiamo però che il compito del Baule non sia solo quello di sostenere economicamente le famiglie ma quello di offrire una relazione, proporsi come persone che per amore del Signore sono disposte ad offrire gratuitamente il proprio tempo e impegno, anche prendendosi qualche rischio se necessario. Il nostro compito è offrire una mano che si protende, cercare di capire e possibilmente risolvere le situazioni di disagio, eventualmente anche condividere uno sguardo fugace con un volto nascosto da una mascherina, non un asettico, anche se certamente prezioso, bonifico bancario.

In questo periodo un aiuto nella difficoltà, insperato, acquisisce un valore ancora più significativo. Questo vale anche per noi del Baule in questo momento così difficile e di sofferenza per le nostre famiglie: una telefonata, un segno di vicinanza, un aiuto anche solo morale hanno un grande significato in questi giorni: ci ricordano che non siamo soli ad affrontare questa prova e ci permettono di guardare con maggiore speranza i giorni a venire.

Un abbraccio a tutti i volontari del Baule

Giulia, Sara, Federica, Silvia, Davide, Paolo, Giacomo, Silvano

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