Condividiamo con voi la testimonianza di Ilaria Puggioni, di ritorno dal servizio civile universale svolto in Romania.


Il mio progetto di servizio civile si è svolto a Sarbova, un piccolo paesino rurale di poco più di trecento anime a circa trenta chilometri dalla città più vicina, Timisoara, nella Romania occidentale. Una realtà molto piccola e distante dalla fuggevole vita della città. Una vita lenta, dove tutti dispongono del proprio pezzo di terra e per lo più ci si autosostiene con i frutti del proprio orto. C’è anche chi possiede mucche, tacchini, capre, galline e cavalli. Ancora, girando per le strade dei paesini di campagna, è possibile rimanere affascinati dalla vista della caratteristica căruță trainata dai cavalli, che cerca di farsi strada faticosamente tra le veloci automobili.

Arrivando da Bacova, sulla prima strada sterrata che si trova sulla sinistra, proprio all’ingresso di Sarbova, sorge nel 2011 l’Associazione Curtea Culorilor, la corte dei colori, al capo della quale presiede Adriana, volontaria italiana che lavora con anima e corpo a questo progetto magnifico ed impegnativo. Lo scopo principale è quello di accogliere e assistere giovani donne uscite da istituti ed orfanotrofi, che vivono in condizioni di fragilità sociale o provengono da situazioni svantaggiate, tramite il lavoro e percorsi educativi finalizzati all’inclusione sociale e alla loro autonomia, permettendo di ridare loro una vita dignitosa.

Attualmente Curtea Culorilor ospita due giovani donne, una ragazza madre e il suo bambino di quasi tre anni. È in arrivo anche una nuova giovanissima beneficiaria che si unirà a breve alla comunità.

Qui le giornate, le settimane, scorrono in un batter d’occhio. Da quando è stata avviata l’attività di trasformazione casearia, tre volte a settimana viene acquistato il latte per la produzione di yogurt, ricotta e deliziosi formaggi, venduti poi nel weekend al mercato dei produttori biologici. Questo ha permesso negli anni un autosostentamento a livello economico, oltre ad aver insegnato alle ragazze questo meraviglioso processo di trasformazione. Durante la primavera e l’estate si lavora tutti i giorni nell’orto: si producono pomodori, fragole, asparagi, fagiolini, zucchine, melanzane, granoturco, lattughe e cipolle con lo scopo di vivere il più possibile di autosussistenza. Ho imparato molto sia sulla cura dell’orto, sia sulla lavorazione dei formaggi, per me un’esperienza totalmente nuova e super interessante. È stata una grande ricchezza.  Durante il tempo libero delle volte si sta insieme, si chiacchiera o si gioca a Rummy, delle volte ognuno  si dedica alle proprie attività. Per esempio, una delle ragazze segue lezioni di piano che inizialmente svolgeva con me, un’altra si dedica alla realizzazione di icone ecclesiastiche su vetro. Io cerco di dare una mano un po’ in tutto, soprattutto affiancando Adriana in quel che posso, per permetterle di avere più tempo per gestire affari più importanti. Tre volte a settimana mi dedico anche a seguire Dorian, il bimbo di una delle ragazze. Provo a tornare bambina giocando insieme a lui; facciamo piccole attività di apprendimento di colori e forme, per esempio con tempere o costruzioni; cerco di catturare la sua attenzione cantando per lui o inventando delle storie; provo a stimolarlo il più possibile parlando e cercando di accrescere il suo vocabolario, molto molto scarso. Mentre riguardo alla comprensione, capisce sia l’italiano che il rumeno. Posso dire di aver visto una crescita molto rapida in questi mesi.

La mia esperienza complessivamente, è stata positiva. Ci sono stati ovviamente degli alti e bassi dovuti alla difficoltà della situazione, perché ognuna delle ragazze si porta dentro dei disagi e dei vuoti non facili da colmare. Ognuna prova a farlo a suo modo: chi col cibo, chi attaccandosi morbosamente agli altri alla ricerca di affetto mai ricevuto nell’infanzia, chi accumulando oggetti e quant’altro. È evidente il dolore che si portano dentro e che sfocia in atteggiamenti di gelosia, in modi aggressivi, irrispettosi, egoistici. Sono accomunate da una totale assenza di gestione emotiva. Hanno dei caratteri un po’ complicati e non sempre vanno d’accordo tra loro, ma sanno essere anche molto dolci e molto generose…quando vogliono! Per il resto, gli aspetti negativi di quest’esperienza, sono legati esclusivamente alla situazione della pandemia che non mi ha permesso di spostarmi in tranquillità per praticamente cinque mesi né di aver un compagno o compagna di viaggio, una persona coetanea esterna con cui condividere quest’esperienza, con cui sfogarsi, svagarsi, raccontarsi e scaricare le tensioni, con cui viaggiare e non sentirmi sola. Per me sarebbe stato molto importante. Girando poco e sempre da sola, le poche volte, non ho avuto la possibilità di conoscere nessuno, quindi questo aspetto negativo di “disagio” sociale mi ha fatto sentire molto la solitudine in alcuni momenti. Non è stato facile anche per questo motivo. Ma è stata comunque una bellissima e ricchissima esperienza che porterò sempre nel cuore, assieme ad Adriana, le ragazze e quel bimbo stupendo. Con l’augurio che possa rivedere tutti quanti e poter tornare presto a dare una mano. Cu iubire!