casa delbrel testimonianze emergenza sanitaria covid 19

“La solidarietà non si ferma”: questo il proposito che ha accompagnato le onlus, le ong e le organizzazioni di volontariato nei giorni difficili dell’isolamento a causa dell’emergenza sanitaria, per garantire, a maggior ragione in un periodo così delicato, i servizi specifici di assistenza e accompagnamento delle persone più fragili.
Presso Casa Delbrêl, a Rodengo Saiano (BS), le attività di sostegno per le donne, i bambini e le famiglie ospiti del progetto di housing sociale non si sono fermate: raccogliamo e condividiamo alcune testimonianze dai “giorni della quarantena” delle educatrici e di alcuni beneficiari dei servizi.

“Durante i mesi dell’emergenza sanitaria è venuta meno la presenza delle volontarie presso la comunità di accoglienza donne e bambini di Casa Delbrêl: cinque donne che ci hanno donato fin dall’apertura il loro tempo una sera a settimana (dal lunedì al venerdì, dalle 17:30 alle 20:30) e due servizio-civiliste che si occupano del corso di italiano e dell’organizzazione di attività ludico-ricreative per i bambini della Casa.
Noi educatrici abbiamo modificato il nostro orario di lavoro coprendo l’intera giornata, fermandoci anche la sera e facendo la settimanale équipe di aggiornamento non in presenza, ma tramite Skype in modo da riuscire comunque a collaborare e a non perdere informazioni fondamentali sui progressi dei nuclei seguiti.
Sono state settimane complesse, sembrava di essere in stand by sotto ogni punto di vista. Le figure professionali con cui collaboriamo (assistenti sociali, psicologi e avvocati) non erano reperibili, il corso di italiano che impegna le ragazze due mattine a settimana era stato interrotto, i bambini e i ragazzi erano a casa da scuola, ma andavano supportati e accompagnati nell’utilizzo dei vari dispositivi con cui svolgere la didattica a distanza, le ragazze non potevano uscire per recarsi in chiesa o a trovare parenti e amici. È stato un periodo in cui la convivenza è stata realmente ventiquattro ore su ventiquattro, abbiamo incrementato la produzione di prodotti fatti in casa, le attività ludiche per i bambini benedicendo la presenza di un grande terrazzo e un giardino in cui avevano la possibilità di giocare liberamente.
Abbiamo fornito a tutte le ospiti gel igienizzanti, spiegando come e quando utilizzarli, e mascherine. Fortunatamente siamo sempre stati tutti bene e, ora, pian piano finalmente si sta cercando di tornare alla normalità sempre con le giuste precauzioni”.
Michela, educatrice comunità donne con minori

 

“Adesso vado a scuola, al lavoro, in chiesa e a casa della mia amica. Durante l’emergenza sanitaria non potevo fare tutto questo e ora sono di nuovo felice. Ci siamo sempre aiutate a vicenda, ma tutte a casa tutto il giorno non era semplice. La cosa che mi è mancata di più è stata il cibo africano che non potevo andare a prendere a Brescia.” P., 24 anni

“Durante l’emergenza avevo paura che un membro della mia famiglia prendesse il virus. Mi sono mancate molto le volontarie perché non sono più venute e gli amici e i parenti che non potevamo più incontrare, però finalmente adesso le cose sono un po’ cambiate: si può uscire senza guanti, si possono usare i giochi e si possono di nuovo incontrare le persone.” E., 10 anni

Casa Delbrel testimonianze dall'emergenza sanitaria covid-19

“A me in questa quarantena è mancato ovviamente uscire da casa, stare con i miei amici e stare con le volontarie che erano molto simpatiche e ci facevano sempre giocare. Adesso per fortuna la situazione è un po’ migliorata. Durante l’emergenza però ho imparato molte cose, come stare di più con mia sorella e mia mamma. Spero si risolva tutto e si ritorni alla normalità.” I., 12 anni

“Sono felice che le cose stiano gradualmente tornando alla normalità perché non è stato facile stare sempre in casa e non poter uscire come al solito.” S., 28 anni

“Durante il Covid a Casa Delbrêl sono cambiate molte cose, si è cercato di fare il possibile per rassicurare gli ospiti che spaventati dalla situazione avevano bisogno di spiegazioni e rassicurazioni.
Essendo il nostro un servizio assistenziale abbiamo dovuto garantire la presenza modulando le nostre attività.
La pandemia aveva appena iniziato a fare paura e noi tutti eravamo spaventati da quello che sentivamo dai media o semplicemente dalle decine e decine di ambulanze che sentivamo passare sulla strada.
Personalmente ho coinvolto le ragazze sulla costante pulizia della casa, ognuno aveva il proprio pezzo da disinfettare quotidianamente.
Per quanto riguarda le attività, ho cercato di supportare i bambini per lo svolgimento della didattica a distanza. È stato tutto nuovo anche per me e il reinventarsi spesso non è semplice, specialmente quando la situazione all’esterno continuava a peggiorare. Il vedersi tutti i giorni però li rassicurava perché percepivano che io, essendo presente per loro, potevo confortarli”.
Valentina, educatrice Comunità di famiglie richiedenti asilo ospiti presso Casa Delbrêl

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