Lettera dalla Romania – Laura (prima parte)

Lettera dalla Romania – Laura (prima parte)

Riceviamo dalla Romania la testimonianza di Laura, che sta svolgendo servizio civile insieme a Fabio a Ciocanari. La condividiamo con voi:

Cari amici,

dopo poco più di tre mesi di servizio civile a Ciocanari, in Romania, non ho la pretesa di descrivere questa meravigliosa e contraddittoria terra, come la conoscessi da sempre ed avessi compreso tutti i suoi misteri. Al contrario, il mio desiderio è quello di raccontare quello che ho visto, ciò che ho provato e le impressioni che ho avuto. Ritengo, infatti, che ciò sia da fare nell’immediato, prima che cominci il normale processo di assuefazione della mente umana.

Premesso ciò, spero di riuscire a trasmettere la modesta idea generale che, attraverso vissuti e racconti, mi sono fatta di questo Paese e del suo popolo.

L’associazione presso la quale presto servizio è un incrocio tra un’azienda agricola ed un’associazione per lo sviluppo e gli aiuti umanitari. È situata a metà strada tra due paesini a prevalenza zingara ed è circondata da 200 ettari di campi, proprietà di alcuni investitori italiani; sorge su una porzione di 10 ettari, generosamente donati dagli stessi investitori.

Fu voluta e fondata attorno all’anno 2000 da alcuni laici del Movimento Ecclesiale Carmelitano, insieme ai frati carmelitani scalzi, i quali, più o meno nel medesimo periodo, fondarono un monastero ad una quindicina di chilometri.

Ad oggi l’associazione conta tre case in stile italiano a due piani, un prefabbricato adibito a mensa e nel quale si svolgono le attività principali (tra le quali il doposcuola); un ospedale da campo che funge da magazzino per i materiali didattici e da seconda sala quando il numero dei bambini è particolarmente consistente. Vi sono, inoltre, un magazzino per le attività agricole ed una piccola stalla che attualmente ospita un paio di manzi, una decina di maiali e 250 galline. Con il migliorare del clima, dovrebbero cominciare i lavori per la costruzione di un nuovo edificio, finanziato con i fondi dell’Unione Europea per gli aiuti alla cooperazione e allo sviluppo, il quale andrà a sostituire il prefabbricato e ospiterà il doposcuola.

Il compito di Fabio e mio, in quanto civilisti, consiste nell’aiutare a gestire le varie attività promosse dall’associazione. Il nostro impegno principale è il doposcuola con i bambini dei villaggi circostanti – Niculesti e Ciocanari, a prevalenza zingara -, che si svolge dal lunedì al giovedì, dalle 14 alle 16.

Altra attività piuttosto strutturata è il cosiddetto “baule”: un mercatino di seconda mano di vestiti provenienti dall’Italia. L’obiettivo di tale mercatino non è il guadagno – i capi di abbigliamento più “costosi” vengono venduti per il corrispondente di 2 euro – bensì avvicinarsi alle persone autoctone, cercare di integrarci e permettere loro di conoscerci e potersi fidare di noi.

Una volta ogni 15 giorni, inoltre, ci rechiamo all’ateliere protejate: un centro dove ragazzi con disabilità possono trascorrere le loro giornate in serenità, venendo seguiti nella produzione di candele. Il sabato, invece, con un gruppo di liceali rumeni, seguiti da un padre carmelitano, trascorriamo un paio d’ore in un centro per bambini disabili e autistici, godendo della loro compagnia. [continua…­­­­­­]

Il racconto di Laura, insieme ad altre voci che arrivano da Romania e Colombia, sarà parte di Germogli, apericena solidale per il servizio civile (sabato 11 marzo, Caffè letterario di Brescia)