SCUOLA DI FORMAZIONE IN CIOCCOLATERIA PER DONNE DISOCCUPATE

mappa

Tipologia

Progetto di sviluppo (Micro-azione)

Durata Due anni
Budget 10.000 € circa

Zona di intervento

Beirut, Libano

Contesto Locale

La popolazione del Libano è oggi stimata a 4.500.000 individui circa.
Il paese sta affrontando, dall’inizio della crisi Iraqeno-Siriana (2011), una delle peggiori crisi umanitarie della storia e sta oggi dando accoglienza a quasi 2 milioni di profughi provenienti dalla Siria e dall’Iraq.
L’impatto sociale ed economico di tale ondata migratoria è stato, e continua ad essere, devastante per il paese che vede le sue finanze pubbliche ormai al collasso, incapaci di sostenere i servizi e la cura dell’ambiente.
Questo non fa altro accrescere l’incidenza di povertà tra la popolazione libanese e generare ingiustizie sociali. Si stima che, da quando è iniziata la crisi Siriana 200.000 Libanesi siano caduti in povertà aggiungendosi ai già numerosi poveri presenti nel paese (1 milione). Oltre a questi, da 220.000 a 320.000 cittadini Libanesi hanno perso il lavoro, la maggior parte di essi giovani senza qualifica professionale.
Un salario minimo oggi in Libano ammonta a 400 dollari, un insegnante in una scuola privata ne guadagna 1.000.
L’affitto di un appartamento per una famiglia costa tra i 400 e i 600 dollari.
Il governo sostiene solo una piccola parte delle spese sanitarie così che il singolo deve affrontare da solo le sue spese e quelle familiari. La pensione è prevista solo per i dipendenti statali ed è minima.
A tutto questo si aggiungono problemi identitari causati dalla venuta dei profughi, per esempio molti musulmani si stanno trasferendo in zone storicamente popolate da cristiani, ribaltando importanti equilibri creatisi negli anni e già per loro natura molto poco stabili.
Per far fronte all’emergenza dei profughi nel 2015 circa 450.000 bambini siriani sono stati inseriti nelle scuole libanesi in orario pomeridiano. Gli insegnanti sono stati pagati con fondi internazionali.
Il governo libanese rispetto ai profughi non riesce al momento a stabilire una linea di intervento e si dimostra molto altalenante nei suoi interventi. Ad oggi 18 Paesi hanno firmato accordi con il Libano per finanziare aiuti ai profughi così che più aiuti ricevono in Libano, meno emigrano in Europa o altrove. La situazione Libanese è destinata quindi a peggiorare nel tempo.
Stanno aumentando i casi di libanesi disperati che comprano passaporti falsi siriani per cercare di emigrare in Europa via mare.

Finalità

Creare opportunità lavorative per chi ha perso il lavoro e si trova senza qualifiche professionali attraverso l’erogazione di un corso professionale di pasticceria e la distribuzione di un kit di strumentazione utile alla produzione in proprio.

Attività

Il progetto mira a creare opportunità lavorative per quella parte di popolazione libanese che a causa della situazione attuale ha perso il lavoro e si trova senza qualifiche professionali. Così facendo si intende contribuire ad un miglioramento dello status sociale ed economico di queste persone affinché possano trovare un’alternativa all’emigrazione.

Ciò che si sta realizzando è un corso di formazione professionale prevalentemente per donne, nell’ambito della pasticceria, che abbia immediate ricadute dal punto di vista socio-economico sia per le donne direttamente coinvolte che otterrebbero un diploma in pasticceria che gli dia la possibilità di produrre e vendere cioccolateria, che per le loro famiglie. Le donne attualmente in necessità di lavoro sono quasi tutte donne giovani (30-40 anni) vedove o mogli di uomini rimasti senza lavoro che hanno necessità di formarsi professionalmente per sostenere la famiglia.

Dopo un’attenta analisi effettuata sul territorio, nell’ambito della pasticceria e della ristorazione, il cioccolato è stato individuato come prodotto ideale per una micro-realizzazione.

Il cioccolato in Libano ha una connotazione fortemente culturale in quanto è legato all’ospitalità. Offrire dolci è indice di buona accoglienza. Il cioccolato viene prodotto, venduto e consumato tutto l’anno in Libano e non solamente in determinate occasioni o festività. E’ quindi un prodotto che può essere ben commercializzato e generare guadagno continuativamente in quanto strettamente connesso alla cultura e quotidianità libanese.

Si denota quindi che il cioccolato è il dolce più diffuso e più amato dalla popolazione e rappresenta quindi una grossa opportunità in ambito professionale.

Viene erogato un corso di formazione professionale, della durata di 3 mesi, finalizzato ad apprendere la lavorazione del cioccolato. Il corso è indirizzato prevalentemente a donne che avranno la possibilità, una volta appresa la tecnica, di esercitare l’attività in proprio grazie alla strumentazione donata al termine del progetto e grazie all’evento dimostrativo, con vendita al pubblico, organizzato presso il locale dove viene effettuata la formazione, in Centro a Beirut.

Tra le attività del progetto è inoltre prevista l’elaborazione di un Business Plan che analizzi i costi ed i rischi riguardanti l’apertura di un negozio vero e proprio, dove possano essere venduti i prodotti dei corsisti, e quindi ne valuti la fattibilità e sostenibilità di lungo periodo.

  1. Corso di pasticceria della durata di 3 mesi per 11 partecipanti
  2. Esposizione finale di prodotti di pasticceria destinata a far conoscere il progetto e vendere i prodotti
  3. Elaborazione di un business plan per verificare la fattibilita’ dell’apertura di un centro di formazione permanente che sia anche punto vendita

Persone Coinvolte

12 persone (11 partecipanti più la formatrice), prevalentemente donne disoccupate che necessitano di una formazione e di un lavoro per sostenere la famiglia, apprenderanno a lavorare il cioccolato e riceveranno la strumentazione necessaria a svolgere l’attività di cioccolatiere in proprio.