Servizio civile: dobbiamo essere un punto fermo in mezzo all’uragano?

Servizio civile: dobbiamo essere un punto fermo in mezzo all’uragano?

Riceviamo questa lettera da Laura, civilista in Romania: una bella testimonianza, sincera e immediata, sull’esperienza del servizio civile. Che cosa ci si può aspettare, partendo? Qual è il senso del volontariato?

Il servizio civile è un’esperienza che, per legge, si può fare una volta sola nella vita, ed io trovo che sia giusto così, in quanto, per sua natura, è un’esperienza unica ed irripetibile. Non saprei ancora elencare tutto ciò che quest’esperienza mi ha regalato, o in che modo mi ha cambiato.

Qui non c’è molto tempo per se stessi, per pensare a ciò che sta succedendo, che ci sta succedendo: la realtà che ti circonda entra in ogni aspetto della tua giornata quasi con prepotenza, travolgendoti, occupandoti cuore e mente.

A volte immagino di essere su una spiaggia: cammino con un secchiello in mano, e raccolto tante bellissime conchiglie. Ora come ora non sono cosciente della bellezza di ogni conchiglia che ho raccolto, troppo impegnata a non perdermi gli altri oggetti preziosi che ancora sono sul mio cammino; ma so che, quando tornerò a casa, allora svuoterò il mio secchiello sul tavolo e potrò osservare, ed apprezzare ogni singolo piccolo tesoro raccolto nel cammino.

Vorrei condividere una mia riflessione di qualche mese fa che forse può far capire meglio la tempesta che sento dentro di me.

“Sono qui da ormai sei mesi e due giorni… e in questo tempo è successo di tutto e niente! Dall’esterno sono stati mesi tranquilli, freddi, monotoni e quasi d’isolamento; ma dentro di me, senza che me ne accorgessi, infuriava la tempesta! Credo sia questa la grande ‘fregatura’ del volontariato, se così la si può chiamare! Si parte pensando di avere un’idea ben chiara di se stessi e delle proprie capacità; si pensa che la tempesta sarà tutt’attorno a sé e che l’importante sarà riuscire a mantenere la quiete dentro.

“È questo il ruolo di un ‘missionario’ non è così? Rappresentare il punto fermo in mezzo all’uragano. Ed invece, per quanto riguarda la mia esperienza, è tutto il contrario. Ed è giusto che sia così!

Se non lascerai la tempesta nascere ed infuriare in te, allora tutto sarà stato inutile, o sarà servito a molto poco e tornerai a casa deluso.

In altre parole, questo è quello che tutti ripetono e ripetono fino allo sfinimento ai corsi di formazione; ma per quanto tu possa credere loro e provare a convincertene, non ci crederai mai fino in fondo! Non finché non ti arrabbierai per non aver trovato i fulmini che, inutilmente, hai cercato intorno a te; e finché non sentirai i tuoni rimbombare dal profondo delle tue viscere.

“E quindi eccomi qui. In questi mesi ho provato tutte le emozioni possibili ed immaginabili: mi sono sentita bene, male, felice, triste, ho sentito di aver trovato uno scopo e anche che stavo solo perdendo il mio tempo; mi sono sentita completamente inutile e, talvolta, fondamentale, mi sono sentita sbagliata, persa e fiera di me; indifferente e coinvolta fino al profondo dell’anima; mi sono arrabbiata per qualcosa di ingiusto e ho pianto rassegnata per qualcosa che non poteva cambiare, ho avuto voglia di scappare e di esserci e starci al cento per cento. Ma in tutto questo, per quanto più o meno coscientemente sentissi che stava succedendo qualcosa, non mi rendevo conto di quanto questa tempesta mi stesse cambiando.”