Lettera dalla Romania – Laura (seconda parte)

Lettera dalla Romania – Laura (seconda parte)

Proseguiamo la lettura della testimonianza di Laura, che sta svolgendo servizio civile insieme a Fabio a Ciocanari, in Romania. Condividiamo con voi la seconda parte della sua lettera, dove si racconta del contesto sociale all’interno del quale si è ritrovata a operare come civilista:

Qui a Ciocanari, un piccolo paese di campagna a meno di 30 chilometri dalla frenetica capitale rumena, il tempo sembra essersi fermato. Personalmente, non ero presente negli anni ’50-’60, ma chi ne sa più di me a riguardo, continua a paragonare la situazione sociale ed economica del luogo a quella dell’Italia postbellica/del dopoguerra.

Per le strade – perlopiù asfaltate di recente, altre ancora in terra battuta – insieme ad auto in genere vecchie e scassate, ci si imbatte in carri trainati da cavalli, un animale non molto costoso da mantenere da queste parti, dove non mancano spazi aperti e campi. Le cosiddette “caruze” svolgono le funzioni più svariate: alcune trasportano verze o angurie, che vengono vendute per strada; altre trasportano fieno, o semplicemente persone, ed infine, in alcuni rari casi, vengono persino abilitate alla funzione di carro funebre.

Le case sono molto differenti tra loro, in base alla disponibilità economica della famiglia: i più ricchi dei villaggi – la maggior parte di quali ha lavorato nell’Europa occidentale – posso permettersi una casa a due piano con servizi igienici, mentre gli altri devono accontentarsi di modeste casette bilocali con il tetto in lamiera. All’interno, il pavimento in terra battuta, come le pareti, è ricoperto da tappeti in stile persiano, che aiutano ad isolare l’abitazione. Oggetti d’arredamento essenziali sono un letto matrimoniale o, in alternativa, un paio di divani molto grandi ed una “soba”: una stufa in terracotta sulla quale è anche possibile cucinare e che durante tutto il rigido inverno mantiene una temperatura costante di 35-40 gradi all’interno delle piccole abitazioni, che contrastano con i non rari -15/-20 esterni. In molti casi l’arredamento si limita a questo.

Le case ad avere acqua corrente e servizi, purtroppo, non sono la norma. Sono ancora molte, troppe le famiglie che devono attingere l’acqua per l’uso quotidiano dai vari pozzi disseminati per il villaggio. Spesso, consistono semplicemente in tubi di non più di una ventina di centimetri di diametro, i quali non superano i 5/10 metri di profondità e sono, per questo, propensi ad inquinarsi, e quindi causa di dissenterie e malattie intestinali diffuse durante i periodi di pioggia e leggero allagamento. Un paio d’anni fa, a causa di una dissenteria da acque inquinate ha perso la vita un bambino di circa un anno e mezzo.

Un altro problema, con il quale gli abitanti di Niculesti e Ciocanari devono fare i conti, è quello del randagismo: per le case si vedono cani di tutte le razze, taglie ed età! Inutile chiedersi chi siano i loro padroni. Alcuni di questi animali scappano alla sola vista di un uomo; altri, aggressivi, malati di rabbia o semplicemente affamati, rendono pericolo il muoversi liberamente per le strade; infine non è raro vederne di morti: uccisi dal freddo o dalla fame, o sui bordi delle strade, investiti dalla vetture alla presenza delle quali si sono tanto assuefatti/abituati.

Altri grossi problemi da queste parti sono la violenza e la disparità tra uomini e donne. A quanto si sente, non sono poche le donne a venir battute dai loro compagni. Da queste parti l’uomo è il padre padrone. Un pesante maschilismo caratterizza non solo l’ambito famigliare, ma tutta la società in generale: nel salutarsi gli uomini si stringono sempre le mani tra di loro, mentre è raro che facciano lo stesso con una donna. Nonostante la loro cordialità, non è difficile notare l’imbarazzo ed il disagio di alcuni uomini quando, provenendo da una cultura differente, insieme agli uomini, pure io allungo la mano per presentarmi.

La grappa, da queste parti, è la bevanda nazionale: spinti da freddo, disoccupazione e, in molti casi, disperazione, non sono poche le persone che si vedono barcollanti per le strade dei paesini già alle prime ore del pomeriggio.

Tutto ciò stride con gli enormi e sfarzosi centri commerciali di Bucharest e la ricchezza esagerata di non pochi abitanti della capitale.

Ciò che un rumeno non mi perdonerebbe mai, leggendo quest’articolo, è il fatto di non aver distinto i rumeni dagli zingari. Nonostante una storia di convivenza millenaria, infatti, queste due popolazioni non sono ancora riuscite ad integrarsi ed hanno mantenuto nel tempo una netta divisione, contornata da rassegnazione ed un leggero razzismo. Mi sento quindi obbligata a specificare che i villaggi rurali che ci circondano sono a prevalenza zingara. [continua…]

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