L’eredità di Madeleine Delbrêl e la Casa di via Ponte Cingoli

L’eredità di Madeleine Delbrêl e la Casa di via Ponte Cingoli

In via Ponte Cingoli, a Rodengo Saiano, è nata Casa Delbrel: un nuovo progetto di housing sociale promosso da Punto Missione Onlus e dedicato alle famiglie. L’ex convento della congregazione delle suore carmelitane di Torino, donato al Movimento Ecclesiale Carmelitano, acquista così una nuova vita, raccogliendo l’eredità spirituale e sociale di Madeleine Delbrêl, figura che dà nome a questo nuovo spazio di accoglienza. Facciamo dunque un passo indietro e raccontiamo la sua storia, modello e fonte d’ispirazione per la Casa di via Ponte Cingoli.   

Laica francese, assistente sociale, mistica e scrittrice, Madeleine Delbrêl (1904 -1964) ha segnato la vita ecclesiastica francese del XX secolo, facendosi promotrice di un’esperienza missionaria “urbana” tra il proletariato della periferia di Parigi. È in questo difficile contesto, dopo il trasferimento dalla città natale di Mussidan, che l’adolescente Delbrêl passa dall’ateismo convinto a una conversione autentica e si consacra al Carmelo, portando il suo aiuto tra le strade di Ivry-sur-Seine, sobborgo di Parigi dove opera come assistente sociale al servizio delle famiglie operaie più disagiate.

Qui si confronta con marxisti e comunisti, atei e agnostici, condivide la loro stessa volontà di aiutare gli emarginati e valorizza la differenza di credo come una possibilità per meglio indagare la sua fede e portarla in territori lontani. Ad Ivry nascerà l’esperienza dell’«èquipe», piccolo gruppo religioso di laiche accomunate dal desiderio di vivere in semplicità, castità e fraternità. Si manifesta così la nuova visione della vita missionaria secondo Madeleine Delbrêl: il campo d’azione è la quotidianità, “il prossimo” a cui portare aiuto è vicino a noi, i nuovi “missionari” sono persone come noi, in un’ottica che valorizza il protagonismo laicale, come la Delbrêl racconta in Noialtri, gente della strada.

«C’è gente che Dio prende e mette da parte. Ma ce n’è altra che egli lascia nella moltitudine, che non ritira dal mondo”. È gente che fa un lavoro ordinario, che ha una famiglia ordinaria o che vive un’ordinaria vita da celibe. Gente che ha malattie ordinarie, e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria, e vestiti ordinari. È la gente della vita ordinaria. Gente che s’incontra in una qualsiasi strada. Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via, come i loro fratelli invisibili al mondo amano la porta che si è rinchiusa definitivamente sopra di essi.
Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità.
Noi crediamo che niente di necessario ci manca. Perché se questo necessario ci mancasse Dio ce lo avrebbe già dato».

Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le verrà affidato il servizio di assistenza sociale di Ivry, Madeleine Delbrêl dimostra nel concreto che cosa significa dare valore all’ordinario e un volto umano all’aiuto alle persone. Anche dopo aver lasciato la professione, dal 1945, la Delbrêl continua a testimoniare l’originalità del suo percorso negli scritti formativi e spirituali, nella partecipazione alla nascita della Missione di Francia e del movimento dei preti-operai. Ma soprattutto, rimane nella storia l’esperienza della casa di rue de Raspail, una “casa aperta” dove la prima comunità di Madeleine Delbrêl si allarga a chiunque voglia avvicinarsi alla vita fraterna, in cerca di dialogo e speranza.

La testimonianza di vita appassionata e originale della Delbrêl guida il progetto che dà nuova vita all’ex convento di Rodengo Saiano. In questo spazio protetto cercheremo di dare risposta alle esigenze del territorio, nella consapevolezza che

«i nostri passi camminano in una strada, ma il nostro cuore batte nel mondo intero».

 

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